I vostri racconti, Tutti

Il paese senza nome

Autrice: Alessandra Lucini 

Questa storia si svolge in un paese di cui non conosco il nome, come lo chiameremo lo decideremo alla fine. Conosco bene però il nome di tutti i suoi protagonisti e ora ve la racconto. Dunque, in questo paese regnava un re di nome Buonsenso, il quale governava molto bene e molto giustamente, era aiutato però da alcune fanciulle molto carine e allegre che si chiamavano Educazione, Gentilezza e Sorriso.
La cittadina viveva molto tranquillamente, i bambini giocavano allegramente nei cortili delle loro case guarnite con belle tende colorate alle finestre e tanti fiori sui davanzali e sui balconi, nessuno litigava e gli abitanti erano molto amici fra di loro.
Un malaugurato giorno però, giunse in quel peculiare paesino una gran dama che disse a tutti di chiamarsi “Libertà”.
Era bellissima, i capelli morbidi le incorniciavano con grazia il viso, gli occhi erano fiammeggianti e fieri, vestita di veli colorati e leggeri che sventolavano al minimo spiffero d’aria e danzava così bene ma così bene che tutti si incantarono nel vederla. Danzava tutto il giorno e ovunque e ammaliava tutti coloro che le posavano addosso lo sguardo..
Persino re Buonsenso al vederla ne rimase incantato e in pochissimi istanti si innamorò di lei. Libertà era molto sveglia e in poco tempo riuscì a prendere il posto di Buonsenso che ormai non ragionava più e prese in mano il governo.
Tutti gli abitanti la adoravano e la veneravano, con Libertà al comando si poteva fare tutto ciò che si voleva e, naturalmente, a parte le poche persone nostalgiche del governo di Buonsenso tutti cominciarono a seguirla.
Gli automobilisti cominciarono a mettersi al volante delle loro auto anche dopo aver bevuto un po’ troppo, e anche quando magari i freni non funzionavano molto bene, o quando addirittura non sapevano ancora guidare, non rispettavano i semafori, passavano col rosso, correvano veloci attraversando i centri abitati, insomma un vero problema.
Gli scolari rispondevano male alle maestre, le maestre a loro volta insultavano gli alunni, i genitori si arrabbiavano e chi più ne ha più ne metta.
I ragazzi con Libertà al governo cominciarono a sporcare i luoghi pubblici, a rispondere maleducatamente agli anziani e così via.
Buonsenso cominciava ad essere seriamente preoccupato di questa situazione ma non riusciva a cambiarla; Gentilezza ed Educazione insieme a Sorriso passavano le loro giornate a piangere perché nessuno le voleva più e finirono col chiudersi in una cameretta piccola piccola per non farsi più vedere da nessuno.
Il paese era diventato un enorme e disordinato parcheggio di auto, nessuno rispettava più le regole, pensate che persino i Carabinieri si erano innamorati così tanto di Libertà che non facevano più il loro dovere ma trasgredivano alle regole proprio come tutti gli altri.
Per non parlare dei politici poi, ne combinavano di tutti i colori, cambiavano le leggi, spendevano i soldi dei cittadini per loro stessi, avevano messo su una faccia tosta incredibile.
Nessuno rispettava più gli orari e si sentivano tutti in diritto di arrivare con ritardo agli appuntamenti non curandosi minimamente degli impegni degli altri.
Insomma era proprio un grande parapiglia nel quale tutto sommato, nessuno viveva bene perché tutti si arrabbiavano con tutti e finivano col litigare.
Buonsenso era annientato e incapace di reagire.
Venne un giorno però in cui Libertà esagerò combinando un grosso guaio.
Portò a spasso un virus cattivo che nel giro di pochi giorni si infilò nel corpo di tutti gli abitanti del paese facendoli ammalare.
Tutti stavano male, anche il Medico del paese stava malissimo, successe allora che nessuno fu più in grado di soccorrere un altro perché tutti erano malati.
Si ammalò anche un bambino molto piccolo, non aveva ancora sei mesi, piangeva disperato, aveva la febbre alta che gli procurava un grande male alla testa ,i suoi genitori riuscirono, pur essendo molto deboli, a chiamare un’ambulanza perché lo trasportasse nell’ospedale più vicino.
L’ambulanza con i soccorritori a bordo partì velocissima dalla città più vicina , ma quando giunse in quel paese lo trovò intasato da automobili parcheggiate male. Non riusciva proprio a passare in quel groviglio e perse molti minuti preziosi.
Conclusione tristissima, purtroppo il bimbo morì lasciando i genitori in uno sconforto indicibile.
I soccorritori si arrabbiarono tantissimo “Ma dov’è finito Buonsenso? – gridavano- Educazione e Gentilezza dove sono???!!!!Ma dov’è andata Coscienza????!!!!!
Già, dove era andata Coscienza? Ma abitava in quel paese?
Urlarono così forte e tanto che li udì anche Buonsenso che, saputo dell accaduto, si vergognò e pianse tutte le lacrime che possedeva nelle sacche degli occhi.
Ma, siccome le lacrime sincere sono magiche, dopo che ebbero attraversato tutto il viso di Buonsenso si infilarono in un buchino piccolo piccolo del pavimento facendo una vera doccia ad una fatina addormentata che si svegliò di colpo ed uscì dal buco in cerca di luce e aria.
Vide Buonsenso disperato, saltò sulla sua spalla e gli parlò nell’orecchio.
“Smettila di piangere, non risolvi niente così, piuttosto cerchiamo di fare qualcosa per questo paese”.
“E tu da dove vieni? – domandò stupito Buonsenso – chi sei ?”
“Mi chiamo Coscienza, e parlo sempre a voce molto bassa, mi ero addormentata, ma finalmente oggi il Buon Dio ti ha fatto piangere e mi hai risvegliata con le tue lacrime sincere”
Buonsenso era felice che qualcuno gli parlasse, nessuno lo faceva più da molto tempo e così continuò ad interrogarla: ”Ma cosa possiamo fare per far tornare le cose a posto? Quel bambino non si è salvato ed è anche colpa mia, sono afflitto, disperato!!. Non dovevo lasciarmi prendere il cuore da Libertà, dovevo capire che non poteva funzionare il suo governo, ho creduto che fosse possibile ma mi sono sbagliato!”
Ma fatina Coscienza lo consolò: ”Lo so che soffri molto, ed è proprio per questa ragione che dobbiamo fare in modo che questo non accada mai più”
“Ma come, come” – domandava Buonsenso fra le lacrime.
“Bisogna cercare la Signora Responsabilità, è l’unica che ci può aiutare”.
“E dove si trova questa signora? – si interessò Buonsenso.
“Nel bel mezzo di un bosco, un incantesimo la tiene prigioniera, ma io so qual è la formula che la può svegliare. Ti darò tutte le indicazioni per trovare l’albero sotto il quale si trova, e ti insegnerò la formula magica”.
Però dovrai andare tu da solo, io ti aspetterò alle porte del paese”.
Buonsenso non si attardò neppure un minuto e partì alla ricerca della Signora Responsabilità.
Camminò tre giorni e tre notti senza mai fermarsi, non temeva neppure il buio del bosco quando il sole se ne andava, pensava soltanto a camminare in fretta.
A un certo punto, ormai morto dalla stanchezza e quasi sfiduciato, giunto su un pianoro guardò in basso e vide l’albero che gli aveva descritto la fatina apparire davanti a lui più bello e maestoso che mai.
Era proprio come Coscienza glie lo aveva raccontato, metà bianco e metà nero, i rami erano perfettamente uguali in dimensione sia dalla parte bianca che dalla parte nera. Il tronco era grande e robusto e anche lui si divideva perfettamente nei due colori. Era l’albero dell’Equilibrio!
Il Re era stanco ed emozionato, si sedette su un grande masso e mentre ammirava quella strana pianta ripassò mentalmente la formula che Coscienza gli aveva insegnato, quando si sentì pronto urlò a gran voce “Responsabilità!!!! La libertà di ogni individuo deve terminare quando ne danneggia un altro!!!!!”
Trascorsi alcuni secondi un fenomeno fantastico si verificò davanti ai suoi occhi. Il bianco ed il nero cominciarono a mescolarsi tra di loro dando vita ad un grigio chiaro e lucente, i rami si trasformarono in lunghi bellissimi capelli raccolti da un filo di perle grigie e poi si materializzò un volto di donna stupendo. Il tronco andò a formare braccia busto e gambe.
Dopo un minuto la donna, col suo abito sobrio e lungo stava in piedi di fronte a lui e lo guardava con un’espressione intensa, buona e severa nello stesso tempo.
“Mi hai chiamata”- pronunciò la donna- “eccomi, cosa posso fare per te?”
Buonsenso si trattenne a stento dal dirle “Sposarmi”, era così affascinato da quella figura che quasi non riusciva a parlare.
Dopo essersi ripreso da quella visione cominciò a raccontarle ciò che stava accadendo in città, la donna lo ascoltava in silenzio con attenzione muovendo il capo ogni tanto per far intendere a Buonsenso che aveva capito.
Lo prese gentilmente per mano e lo invitò a seguirla, si avviarono verso il paese discorrendo tra di loro e a un certo punto si accorsero che c’erano alcuni folletti che li seguivano, uno disse di chiamarsi Rispetto, un altro Tolleranza e un altro ancora Dialogo.
Alle porte della cittadina, come aveva promesso, c’era Coscienza che si era trascinata dietro anche le fanciulle Gentilezza, Educazione e Sorriso, si salutarono tutti felici e insieme cercarono Libertà che stava svolazzando per il paese sempre più spregiudicata e arrogante.
Quando la videro stava arrampicata su un melo e tirava i suoi frutti addosso a tutti quelli che passavano.
“Scendi da lì e ascoltaci – intimò il gruppo – dobbiamo mettere in chiaro molte cose”
Libertà non si era mai trovata a dover affrontare tanta gente così unita e provò a scherzare con loro ma quando vide che quell’atteggiamento non funzionava scese dall’albero e li ascoltò.
“Da ora in poi non andrai mai più in giro da sola, ti affiancheremo sempre tutti noi e tu non farai mai più nulla senza prima consultarci” – disse coraggiosamente e severamente Buonsenso.
Responsabilità la guardava con i suoi occhi profondi e severi mettendo a disagio Libertà che però le parlò con molta sfrontatezza “Tu non sei bella come me, non sai danzare come me e non sei spensierata come lo sono io”
Ma la donna in grigio non si scompose, continuava a fissarla mettendola sempre più in imbarazzo.
Intanto tutti gli altri folletti e Coscienza avevano formato un cerchio intorno a Libertà come volessero chiuderle ogni possibilità di fuggire, poco più distante le e fanciulle Educazione Gentilezza e Sorriso controllavano ogni suo piccolo movimento.
La danzatrice si sentiva davvero disarmata di fronte a quell’assemblea che non ammetteva repliche . Si sentiva sola, avvilita e indifesa e, udite udite, due lucciconi le apparvero negli occhi che fino a pochi istanti prima avevano incantato ogni individuo ed avevano guardato tutti con orgoglio e sfrontatezza..
Ma la saggezza dei componenti del gruppo era infinita e sapevano che se il Buon Dio ci ha dato Libertà essa deve esistere entro certi limiti.
Responsabilità parlò a nome di tutti.
“Ci saranno ancora dei momenti in cui sarai completamente libera, potrai danzare fin che vorrai ma solo dove e quando ti dirò io”
A Libertà non rimase altro che chinare il capo di fronte a quella donna in grigio che pur essendo bellissima non si dava proprio nessuna importanza, era seria e sobria e aveva un’espressione sul volto molto serena.

Sapete dove Responsabilità le ha concesso di andare completamente sola?
Nelle penne degli scrittori e dei poeti, nei pennelli dei pittori e lì, quando ci va, ne combina davvero “di tutti i colori “, e va spesso nelle parole dei bambini. Soprattutto danza felice quando si infila nei sogni delle persone.
Lì davvero è completamente libera di raggiungere anche i luoghi più lontani, persino quelli che non esistono. E allora la sua danza diventa meravigliosa, i suoi veli svolazzano nel vento e lei intona una melodia che arriva nel cuore delle persone e le fa sorridere di vera felicità.
Ma quando le persone si svegliano Libertà è sempre controllata dal gruppetto della saggezza, e ci sono proprio tutti: Buonsenso e Responsabilità che come potrete immaginare si sono sposati, Coscienza, Rispetto, Tolleranza, Dialogo, e le fanciulle Educazione Gentilezza e Sorriso chiudono il corteo. Ora quel paese è tornato quello che era una volta e si vive davvero meglio.

Vi siete accorti che in questa storia mancano due personaggi? Chissà dove sono finiti… si chiamano Giustizia e Amore, li avete visti? Secondo me si sono nascosti nel titolo di questa storia o nel nome del paese in cui si svolge, proviamo a chiamarli?
Se questa favola non vi è piaciuta avete Libertà di dirlo, non danneggiate nessuno se lo fate, anzi aiutate chi l’ha scritta a migliorarsi; e se vi è piaciuta io ne sono molto felice.

 

Note Biografiche

Alessandra Lucini, ladra e divoratrice di libri. Ama scrivere, ma si sente scrittrice naif. Segni particolari: la statura. Data di nascita: ogni giorno. Abita nel suo mondo disordinato e sorprendente, ama la gente sincera e non smette di stupirsi per le meraviglie che la natura offre. 

 

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