I vostri racconti, Tutti

Le radici del male

 Autore: Vittorio Tatti

Si erano conosciuti in una chat sul calcio. Uno era tifoso del Real Madrid, l’altro del Bayern Monaco: entrambi i ragazzini di dodici anni, sognavano di diventare calciatori. Ma, come tutti i loro coetanei, erano anche appassionati di soldatini e pistole. Quando non erano collegati, giocavano spesso alla guerra con i coetanei che abitavano nella stessa strada, immaginando di vestire i panni dei rispettivi eroi pluridecorati. Un giorno, però, il secondo ragazzino smise di collegarsi in chat, destando seria preoccupazione nel primo. Chiese aiuto ai propri genitori, affinché cercassero di rintracciarlo. Non fu facile, perché il bambino tifoso del Real Madrid, Jonathan, abitava negli USA, mentre il secondo, Mustafa, era originario dell’Arabia, anche se risiedeva in Siria. Senza non pochi problemi, e con una considerevole quantità di tempo e denaro spesa, i genitori di Jonathan riuscirono a rintracciare Mustafa. L’avevano fatto volentieri, perché temevano che l’amico del figlio fosse rimasto vittima di qualche bombardamento. Purtroppo scoprirono che non solo era morto, ma addirittura che si era fatto saltare in aria con una cintura imbottita di C4, il potente esplosivo. Jonathan, dopo aver ricevuto quella notizia, iniziò a piangere disperatamente. Mustafa avrebbe tanto desiderato giocare nel Bayern Monaco, dove si sarebbe limitato a sparare pallonate dirette versa la porta della squadra avversaria. Invece, era stato costretto a servirsi della propria vita, per segnare un gol che aveva provocato solo sconfitti, senza eleggere un reale vincitore. Jonathan prese in mano i propri soldatini e iniziò a fissarli: nessuno gli aveva mai spiegato quanto orrore potesse nascondersi in una guerra, così come nessuno l’aveva insegnato a Mustafa. Erano entrambi nel giusto, secondo i propri punti di vista. Non avevano mai tenuto conto che il bambino arabo si sarebbe immolato, per dimostrare di essere fedele ai propri principi, così come i genitori avrebbero incentivato Jonathan ad arruolarsi, una volta adulto, per vendicare Mustafa. Sognavano solo di diventare calciatori, ma la loro strada era già stata tracciata da altri e non si sarebbero potuti opporre a quel destino. Non c’era un bene o un male, in quei soldatini di plastica o in quella cintura imbottita di C4, almeno non per gli occhi innocenti di Jonathan e Mustafa: c’erano solo scelte che mai sarebbero dovute comparire nelle menti di poveri bambini innocenti. C’erano radici così ben radicate nelle tradizioni che, nemmeno se Jonathan e Mustafa si fossero scambiati di posto, li avrebbero portati a crescere e diventare rispettabili cittadini del mondo. C’erano radici dell’odio che non conoscevano confini geografici e barriere: il male aveva iniziato a ricoprire il pianeta come una seconda atmosfera e si nutriva di vite, attingendo forza dai cuori corrotti degli umani.

Autore: Vittorio Tatti. Scrive da circa sei anni, cioè da quando, deluso per la mancata apocalisse del 2012, decise di isolarsi in un mondo immaginario.

 

 

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