I vostri racconti, Tutti

Casa Rossa Ultima parte

Autrice: Alessandra Lucini

 

Stella aveva guardato Marieta con delicatezza ma anche con ansia e si stava domandando che cosa sapeva, o forse intuiva solo che qualcosa di grosso stava per succedere, non era stupida quella donna e Stella lo sapeva bene perché la conosceva da quando era nata.
Poi aveva scrutato Berto tra le foglie delle viti cercando il suo viso, amava tanto quel ragazzo. Si erano innamorati quattro anni prima durante la battitura del grano nella cascina di Berto, era stata una giornata piena di sguardi, sguardi carichi di promesse che soltanto gli innamorati sanno scambiarsi. Poi c’erano state le sere, le stelle, la luna che li guardava e ascoltava tutte le loro parole, i loro progetti, i loro sogni, gli abbracci caldi ma nello stesso tempo paurosi, i baci teneri prima timidi e poi un po’ meno. Che fatica fermarsi quando si trovavano così vicini e caldi, che fatica rialzarsi dall’erba fresca rinunciando a quell’amore giovane e pulito e salutarsi per poi lei correre a casa. A casa… a casa dove l’aspettava una realtà che mai avrebbe avuto il coraggio di confessare, una realtà che l’aveva fatta crescere troppo in fretta e che l’aveva resa desiderosa soltanto di fuggire, scappare da quell’uomo che non l’aveva mai vista come una figlia. Ma cosa avrebbe fatto poi Teresa senza di lei? Era stanca Teresa, stanca e malinconica, provata dalle fatiche della campagna, da una vita senza una carezza, senza una parola buona, solo mortificazioni e ordini aveva avuto da suo marito. E poi tre uomini da curare, chi le avrebbe dato una mano?Non aveva la forza Teresa di alzare lo sguardo sulla verità, una verità che sicuramente l’avrebbe uccisa e Stella lo sapeva, e taceva, taceva per non farle del male, taceva perché le voleva tanto bene. Avevano ormai raggiunto quasi la fine del filare quando Marieta si era rivolta a Stella senza riuscire a trattenere l’ansia che la disturbava”Hai notizie di tuo padre Stella?” “No, no Marieta, ancora non sappiamo niente….. sono tre giorni che è sparito…. “
Per alcuni minuti nessuno aveva più parlato, Marieta non staccava lo sguardo dalla ragazza, temeva che ciò che pensava ormai da due giorni fosse la verità e provava una gran pena per quella dolce ragazzina dagli occhi verdi. Solo lei aveva capito da tempo che quegli occhi guardavano lontano, guardavano oltre le colline e sognavano paesi diversi da quello in cui viveva. Ricordava quella sera in cui era nata e di quando aveva detto a Teresa “É bellissima, ha due occhi che brillano come stelle” “E allora la chiameremo Stella, – la voce di Teresa era arrivata stanca, poi aveva chiuso gli occhi e si era addormentata.
Stella era cresciuta come un fiorellino delicato e timido, si era fatta ragazzina e poi donna sotto i suoi occhi e il bene che le voleva Marieta non era cambiato nel tempo.
Ora sentiva che negli occhi e nel cuore di Stella c’era una pena grande, troppo grande
per una ragazza buona e intelligente come lei.
A un certo momento la voce di Carlin aveva lacerato l’aria, chiamava Berto con urgenza, il ragazzo aveva capito che doveva andare a sentire cosa fosse successo e si era avviato in fretta per il sentiero che portava alla strada.
Marieta intanto non staccava gli occhi da Stella, il suo sesto senso le diceva che la cosa riguardava la ragazza e si era sentita sempre più in ansia.
Quando Berto era tornato nel filare le due donne avevano capito che per quel giorno la vendemmia per loro era finita, si erano guardate con una certa intesa, avevano posato
i forbicioni e avevano cominciato ad avviarsi verso la casa di Stella.
“Accompagnala Marieta – aveva chiesto Berto con una voce che era vicinissima alla preghiera – e per oggi, non lasciarla”
“Neanche domani Berto, neanche domani la lascio sola”.

“Stella – le si era rivolta con tutta la dolcezza possibile – hai capito vero? Si tratta di tuo padre, l’hanno trovato”
“Si Marieta, si l’ho capito – e due grosse lacrime si facevano strada su quel faccino teso e preoccupato – l’hanno trovato e non è più vivo””

“Già, non sta a me stabilire quanto può dispiacerti la cosa, ma perdiana so quello che ti ha fatto passare quell’uomo e io personalmente penso che per te sia un momento di liberazione più che di dolore.”
“Si Marieta, hai detto giusto, liberazione, però non posso sentirmi sollevata, quello che mi ha fatto passare mio padre resterà sempre dentro di me e la sua morte non risolve i miei problemi ormai.”
“Se ti senti di piangere fallo, se vuoi parlare con me lo puoi fare e lo sai, ma pensa anche che ora è finita per sempre e che tu vivrai in pace col tuo Berto che ti vuole tanto bene.
“Non è così facile Marieta, non è così facile – aveva replicato Stella- Berto mi vuole bene è vero, e io voglio tanto bene a lui, ma noi felici non potremo mai esserlo”
“Ascoltami ragazza- Marieta aveva assunto un tono molto autoritario – non esiste nessuna pena che il tempo non possa cancellare, e vedrai che cancellerà anche la tua, io posso solo dubitare o immaginare tutto quello che è successo, non ho mai avuto il coraggio di chiederti espressamente come stavano le cose però qualche dubbio l’ho sempre avuto sai “!
Stella ora aveva la testa bassa e le lacrime non erano più soltanto due.
Marieta era sempre più addolorata, ma ancora non sapeva quanto sarebbe stato grande il suo dolore di lì a pochi giorni.
Quando avevano visto il gruppetto di uomini vicino alla letamaia della casa di Stella si erano fermate di botto e si erano guardate, Stella si era letteralmente buttata tra le sue braccia e aveva pianto tutta la disperazione dei suoi diciannove anni vissuti con un fardello troppo grande per una vita così giovane.
“E’ la Marieta, è proprio sotto a quel mucchio di letame fresco che ho buttato l’altro ieri!” Le aveva gridate quelle parole che erano arrivate a Marieta come una mazzata, erano una disperata confessione quelle frasi, e in quel momento la donna si era sentita morire.
“Oh, santo Iddio Stella! Santo Iddio!”
Marieta ora si accusava di non aver fatto niente per evitare quella tragedia, si sentiva in colpa per non aver mai scavato più a fondo nella vita di Stella, non aveva mai voluto strappare a Stella delle confidenze così squallide, ed ora si pentiva di non essere intervenuta come avrebbe voluto.
Non l’aveva mai fatto per delicatezza nei confronti della ragazza, ma ora proprio non se lo perdonava.
Era appena riuscita a dirle “Vieni cara, ora andiamo in casa, stai tranquilla, e taci, taci per sempre e pensa soltanto alla tua vita”
Erano entrate in casa abbracciate come madre e figlia, aveva aiutato Stella a distendersi sul letto, l’aveva coperta ed era rimasta accanto a lei per un tempo che non aveva mai saputo quantificare, i pensieri e i sensi di colpa si erano accavallati nella sua mente e le pesavano sulla testa come dei macigni.
Nella mente di Stella tornò il ricordo di quel giorno, rivisse ogni attimo e ogni gesto
Il funerale del papà di Stella era avvenuto due giorni dopo il suo ritrovamento, la ragazza era rimasta a casa con Marieta, non aveva voluto vedere neppure Berto, il povero ragazzo non sapeva darsi pace di quell’atteggiamento, ma si era rassegnato pensando che Stella prima o poi sarebbe uscita da quella disperazione e da quel silenzio.
Marieta era andata a trovarla ogni giorno e durante quelle visite aveva anche capito che Stella aspettava un bambino, era sicura che quel bambino non fosse di Berto.
Quel giovedì aveva trovato Stella più allegra e si era sentita sollevata, aveva cominciato a sperare insomma.
“Marieta – le aveva detto sorridendo – ho voglia di vedere come mi sta il vestito da sposa della mamma”
“Brava !- aveva replicato- finalmente un gesto allegro, era ora ragazza, era ora! Sei un incanto con questo vestito, metterai questo e ne farai uno nuovo per il tuo matrimonio?”
“Non lo so ancora, ci penserò, questo è tanto bello, certo però non mi spiacerebbe poterne scegliere uno su misura per me, come fanno tutte le sposine al giorno d’oggi”.
“Bene, se vorrai andare in giro per negozi ti accompagnerò volentieri, non vorrai mica lasciarmi a casa mentre ti prepari a un giorno così importante, piuttosto ti vengo dietro di nascosto!”
Stella l’aveva guardata con tutto l’affetto di cui era capace, l’aveva abbracciata forte forte e aveva ripetuto il gesto quando Marieta si era congedata da lei.

Marieta adesso ha settantacinque anni, una grande pena l’ha accompagnata mentre invecchiava, un grande segreto le tiene compagnia ogni giorno della sua vita. Stella le manca tanto, le manca ancora di più non poter pregare sulla sua tomba, il corpo della ragazza non è mai stato ritrovato.
A un chilometro dalla sua casa, un giorno, mentre una squadra di uomini ripuliva le rive del fiume, avevano trovato tra i cespugli un abito da sposa.
Ed è proprio in quel punto che Marieta si reca spesso a pregare, a piangere e a rimpiangere di non essere stata capace di evitare quella tragedia. Va sovente a trovare Teresa, il buon Dio è stato misericordioso con Teresa, le ha messo una mano sul capo e le ha fatto perdere la memoria ,non ricorda quasi nulla della sua vita e così quella sofferenza non le si affaccia ogni giorno come fa con Marieta. Berto non si è mai sposato, ma il vestito da sposa trovato lungo il fiume è a casa sua. Non ha mai capito il gesto di Stella e le vuole bene come allora, con rassegnazione, a volte con disperazione ma sempre con devozione. Lui e Marieta non hanno bisogno di parole quando si incontrano, un dolore li accomuna, un dolore silenzioso, lacerante e disperato. Un dolore di cui non parlano mai con nessuno, ma che trovano sul cuscino del loro letto ogni mattina quando si svegliano.

Autrice: Alessandra Lucini, ladra e divoratrice di libri. Ama scrivere, ma si sente scrittrice naif. Segni particolari: la statura. Data di nascita: ogni giorno. Abita nel suo mondo disordinato e sorprendente, ama la gente sincera e non smette di stupirsi per le meraviglie che la natura offre. 

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