Racconti per bambini e ragazzi, Tutti

Gli aiutanti della Primavera

Autrice: Marinella Brizza

Non scrivo racconti per bambini, ma per mia figlia ho fatto qualche eccezione 🙂 e conservo gelosamente le illustrazioni che lei aveva fatto de Gli aiutanti della Primavera ormai qualche anno fa!

La piccola Flora dormiva serenamente nel suo lettino rosa, mentre i servitori dell’antico castello situato nel bosco di Castlewood, sbrigavano le ultime faccende domestiche. Tutti si muovevano cercando di non svegliare la principessina, stanca per i tanti giochi della giornata.
Il suo sonno non doveva essere disturbato; solo sogni felici potevano venire ad allietarlo. Le ultime luci si spensero, le porte si chiusero e il castello piombò nel buio e nel silenzio della notte.
Ma nel bosco niente è davvero silenzioso. Il vento faceva muovere i rami degli alberi producendo una musica dolce e monotona. L’eco delle civette risuonava nella notte, i ghiri si divertivano a fare gare di corsa sui tetti spioventi, mentre i gattini del parco miagolavano alla luna che, quella sera, offriva uno spettacolo di se stessa davvero unico. Una luna così bella non si era mai vista!
Era gialla, tonda, luminosa, soffice come un pan di spagna appena sfornato. Sembrava magica… o lo era davvero?
In realtà, quella era una notte speciale perché l’alba avrebbe segnato l’inizio della Primavera e c’erano molte cose da fare prima che tutto fosse pronto. Bisognava toglier via ogni traccia di Compagno Inverno: portar via i piccoli accumuli di neve, asciugare le pozzanghere, togliere i rami secchi, innaffiare i semi in procinto di diventare bellissimi fiori gialli, svegliare gli animali dal letargo visto che quel pigrone di Inverno si era dimenticato di farlo ed era già partito alla volta di nuovi continenti!
Signora Luna si guardò intorno scoraggiata, ma all’improvviso ebbe un’idea: avrebbe ingaggiato un aiutante! E chi se non la piccola Flora, principessa del bosco di Castlewood?
Fu così che la Luna si avvicinò pian piano alla finestra della stanza di Flora, bussò lievemente al vetro con il nasino rotondo una, due, tre volte…
La bambina si tirò su le coperte e si girò dall’altro lato infastidita, ma tenendosi sempre stretto al cuoricino Topolino, il peluche prediletto.
Signora Luna bussò di nuovo.
– Flora, svegliati, ho bisogno del tuo aiuto.
A quelle parole, dolcemente sussurrate, Flora aprì gli occhi gonfi di sonno, li stropicciò più volte incredula credendo di sognare. A bocca aperta, rimase ad ascoltare a bocca aperta ciò che Signora Luna desiderava da lei.
– Ma, ma io non posso farlo – balbettò Flora, – cioè… non sono capace… come faccio?
– Avanti, Flora, non fare l’imbranata! Sarà una meravigliosa avventura, non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione!
Sbalordita, la principessina si girò in direzione della voce che aveva appena parlato. Il peluche stava in piedi sul letto, con le mani sui fianchi e lo sguardo deciso, pronto a mettersi al lavoro!
– Dicci, Signora Luna – disse Topolino, – cosa vuoi che facciamo?
– Venite con me, ve lo mostrerò!
Con un solo battito di ciglia, Signora Luna materializzò un tappeto di luce magico, vi fece salire i suoi nuovi amici e li condusse a fare un giro nel bosco, indicando loro tutti i lavori che c’erano ancora da fare.
Gli animali furono svegliati da quella insolita luce. Comare Civetta, che conosceva i fatti perché di notte non dormiva mai, organizzò immediatamente una riunione nell’enorme parco del castello.
– Amici animali – disse con tono deciso, – siamo qui riuniti perché la Primavera è alle porte e noi dobbiamo assolutamente accoglierla come conviene a una signora della sua importanza. Suvvia, dunque, mettiamoci tutti a lavoro!
L’intero bosco di Castlewood ferveva di attività. Flora e Topolino, cavalcando il loro tappeto di luce, andarono a richiamare le rondini emigrate nei paesi caldi affinché facessero ritorno, i cerbiattini dagli occhi dolci e dalle zampe snelle corsero a prendere l’acqua nel pozzo per innaffiare le piantine di fiori, i cinghialotti dal muso schiacciato si divertirono a svegliare dal letargo i loro amici più pigri con qualche divertente scherzetto per poi ridere  a crepapelle quando questi, sobbalzando spauriti, gridavano: ma cosa succede?!
I giocosi ghiri correvano avanti e indietro per liberare il parco dalla neve, mentre uccellini volenterosi concimavano il prato affinché diventasse una verde distesa soffice e morbida sulla quale i bambini avrebbero potuto rotolarsi giocando felici.
Signora Luna, dall’alto della sua postazione, organizzava e disponeva, incoraggiava e aiutava lo strano, laborioso e allegro esercito avendo cura che ognuno stesse bene e non si ficcasse in qualche pasticcio.
Le ore passarono velocemente e il cielo cominciò a diventare più chiaro.
Improvvisamente sentirono delle voci.
– Signora Luna, amici, siamo tornati!
Gli animaletti levarono lo sguardo al cielo e scorsero il tappeto di luce dove Flora e Topolino stavano ballando un improvvisato rap mentre intorno a loro, centinaia di rondinelle volteggiavano a ritmo di musica cantando: Che confusione… intorno a meee…
Furono accolti da un applauso entusiasta. In quell’istante, la signorina Gatta Reale indicò un punto davanti a sé.
– Guardate!
Signora Luna stava scomparendo lentamente e al suo posto stava arrivando Don Sole con la sua energica bellezza, mentre, grazie al calore emanato dalla sua luce, crescevano mille fiori di diversi colori, odorosi di felicità e freschezza.
Il vecchio albero Mandorlo, ospite di tanti passerotti, era interamente ricoperto di fiori bianchi e, poco lontano, anche il suo collega Ciliegio stiracchiava i rami colmi di piccoli delicati fiori rosa e bianchi, mentre allegri scoiattolini si rincorrevano facendogli il solletico.
Flora e Topolino, dopo aver ringraziato Signora Luna per la bellissima avventura, si presero per mano e si guardarono intorno increduli ed estasiati: il bosco di Castlewood era completamente trasformato e pronto ad accogliere Sua Maestà Primavera. Ella avrebbe portato con sé l’abbondanza dei raccolti, alleviato il freddo dei più anziani, incoraggiato i più timidi a uscire dal loro guscio e accompagnato, con le sue tiepide giornate, i giochi di tanti bambini impazienti di uscire dalle case per giocare all’aperto.
E finalmente Sua Maestà Primavera arrivò. Tutti gli sguardi si posarono su di lei.
Era bellissima nel suo chiaro vestito lilla che scintillava sotto il Sole, quasi fosse fatto di diamanti invisibili. I suoi lunghi capelli biondi erano intrecciati con fiori colorati sui quali si posavano farfalle ballerine e tra le mani portava un cesto colmo di frutti e doni per i suoi piccoli aiutanti.
Fu così che la Primavera ebbe inizio nel bosco di Castlewood in quel ventun marzo del lontano duemilaediciotto…
Quando la mamma andò a svegliare Flora, si stupì di trovarla con un mazzolino di margherite tra le mani e, ancor più, di vedere le belle pantofoline bianche sporche di terra.

©Marinella Brizza

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