I vostri racconti, Tutti

Casa Rossa – Parte prima

Autrice: Alessandra Lucini

Casa rossa offre un bellissimo spaccato  della terra che mi ha adottata. Leggendolo, sono passata dagli strapiombi sul mare della mia Calabria alla campagna e alle viti del Piemonte e non senza una certa emozione… 

C’erano proprio tutti quel giorno alla Casa Rossa, era arrivata anche Marieta, quella che abitava più lontano di tutti; dall’altra parte della collina, aveva dovuto percorrere un lungo tratto di strada in salita sino a San Bartolomeo e da lì aveva cominciato a scendere prendendo le scorciatoie in mezzo ai campi.
Li conosceva tutti i sentieri Marieta, era nata in quella cascina che un tempo era stata proprietà di una famiglia di ebrei. Quelle colline non avevano segreti per lei, sapeva anche perfettamente dove finivano e cominciavano i confini del terreno di questa o di quella famiglia, ogni pietra le era familiare e ogni albero era come un fratello minore che lei aveva visto crescere.
Quando era arrivata alla Casa Rossa di Cichinin tutti la stavano aspettando. Lei aveva scorto il gruppetto di uomini e donne da quando aveva superato la curva della strada che proseguiva per morire al Ciarle, una frazione che raggruppava alcune case costruite in pietra.
“Dai Marieta! Bugia! Aspettiamo solo te – le gridò Berto – hai portato i tuoi forbicioni?
“Oh Berto, mentre aspettavate non vi siete stancati, lo sai quanta strada devo fare no? – le rispose lei con la sua voce cristallina. Nonostante i suoi cinquantadue anni Marieta era agile e svelta come un leprotto e la sua vivacità era trascinante; si trovavano tutti bene con lei e la stimavano per la sua saggezza e per tutto il lavoro che faceva in campagna senza lamentarsi mai.
“Oh Stella! Ci sei anche tu? – rivolgendosi a Stella Marieta aveva cambiato espressione, – credevo che oggi non venissi.”
Poi aveva abbassato lo sguardo quasi come non volesse far trapelare la sua preoccupazione. Si era unita alla “squadra” camminando proprio di fianco a Stella.
Berto e Giacu erano i proprietari delle vigne e camminavano davanti a tutti, erano alti e robusti, abbronzati dal sole che li aveva accarezzati per tutta l’estate mentre lavoravano nei campi e nei vigneti.
Ora finalmente si vendemmiava e quell’anno il raccolto si presentava generoso, il tempo era stato “giusto” e i grappoli di moscato brillavano tra i pampini ed erano succosi e grandi.
Le ceste erano già pronte all’inizio dei filari e gli otto personaggi si erano disposti in ordine, una coppia di lavoratori per ogni filare e ognuno armato di forbicioni per tagliare i grappoli e buttarli nella cesta che dopo un po’ diventava pesante da spostare.
Marieta quel giorno aveva scelto proprio Stella come compagna e c’era una ragione.
Nel filare davanti a loro c’erano Berto e Tosca, più sotto Giacu e Pierin e più sotto ancora Osvaldo e Maria,
Avevano cominciato a tagliare i grappoli guardandoli con compiacimento e soddisfazione, neanche l’ombra di malattia, neanche un po’ di muffa macchiava quel colore oro del moscato maturo al punto giusto e qualcuno di loro aveva già morso un grappolo per poi buttarlo nella cesta.
Marieta guardava Stella con apprensione, non aveva ancora detto una parola quella ragazza dagli occhi verdi. Era bella Stella, diversa dai suoi fratelli bruni di carnagione e di capelli, era piccola di statura, come la mamma, esile, non pareva a nessuna di quelle ragazze di campagna dalla corporatura robusta, la sua pelle era chiara e delicata, aveva l’andatura elegante, a vederla camminare si poteva pensare a una ballerina di danza classica, era semplice nel modo di vestirsi come nell’animo, ma anche il più insignificante grembiulino addosso a lei acquistava valore.
Marieta l’aveva vista nascere, era rimasta con sua madre alcuni giorni dopo il parto per darle una mano, ed era stata la prima persona che l’aveva tenuta in braccio quando era nata.
Berto aveva rotto per primo il silenzio “Allora! Non si canta oggi?
A rispondere era stata Marieta “Sei allegro Berto vero? L’uva è bella quest’anno e tu pensi già ai soldi che guadagnerai. “
Berto aveva riso contento, era davvero soddisfatto di quel raccolto, un’annata felice per i vignaioli.
“Così almeno ti deciderai a sposare questa ragazza dagli occhi verdi, se non ti sbrighi non arrivi più a tempo Berto, questa qui ti scappa via come una farfalla, non vedi quanto è bellina?Vuoi che te la rubino sotto il naso?
Stella aveva abbozzato un sorriso triste a sentire quelle parole e Berto invece era scoppiato a ridere.
“La tengo d’occhio Marieta, e se vedo qualcuno che si avvicina lo faccio secco, stai tranquilla, nessuno la porta via e per farti contenta la sposo ad aprile dell’anno che viene”
“Tu dovevi sposarla l’anno scorso Berto”
“Ma Marieta! Lo sai cos’è successo l’anno scorso, papà ha chiuso gli occhi proprio una settimana prima del matrimonio, come potevamo fare festa?”
“Dovevi darmi ascolto Berto! Vi potevate sposare senza fare festa, solo voi due e i testimoni e a quest’ora ce l’avevi già a casa tua e….”
Non aveva avuto il coraggio di continuare, aveva tanti presentimenti e tanti pensieri che si accavallavano, cose a cui non voleva credere ma che le martellavano in testa fino a darle dei dolori. Stella che non aveva ancora parlato, riuscì debolmente a intervenire.
“Marieta, Berto ha ragione, non si poteva fare festa, abbiamo rimandato per rispetto a suo padre, siamo giovani Marieta, anno più anno meno, abbiamo ancora tanto di quel tempo”
“Ma cosa ne sapete voi del tempo?! Il tempo non ragiona mica come gli uomini, il tempo agisce per conto suo e ne combina di tutti i colori” , aveva detto queste parole quasi con rabbia Marieta, con amarezza – “il tempo, il tempo è più corto di quanto ne sappiate voi, ne succedono di cose nel giro di un minuto
Stella aveva guardato Marieta con delicatezza ma anche con ansia e si stava domandando che cosa sapeva, o forse intuiva solo che qualcosa di grosso stava per succedere.

Autrice: Alessandra Lucini, ladra e divoratrice di libri. Ama scrivere, ma si sente scrittrice naif. Segni particolari: la statura. Data di nascita: ogni giorno. Abita nel suo mondo disordinato e sorprendente, ama la gente sincera e non smette di stupirsi per le meraviglie che la natura offre. 

 


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