I racconti di Marinella, Tutti

Lo scrittore

Racconto breve dedicato a scrittori e artisti un po’ egocentrici. Precauzioni per l’uso: una massiccia dose di autoironia.

Di mestiere faceva lo scrittore, non era né famoso né noto, ma gli piaceva inventare storie. Trascorreva ore e ore davanti al computer cercando le parole giuste e tentando di dar loro colore e vivacità. Ogni tanto interrompeva il lavoro per rimirarsi allo specchio che teneva sempre a portata di mano. Gli piaceva quello che vedeva: sulla sua faccia gli sembrava di scorgere i segni tangibili del genio e del talento.
– Prima o poi tutti si accorgeranno di ciò che valgo – pensava compiaciuto, – scriverò un bestseller, la gente mi riconoscerà per strada, gli editori faranno la fila, firmerò autografi. Finalmente avrò il successo che merito!
E così giorno dopo giorno, tutti i giorni della settimana. Lo scrittore scriveva e ammirava se stesso traendo da quella vista la motivazione che solo l’autocompiacimento sa dare. Il pover’uomo aveva smesso di guardar fuori dalla finestra per ammirare il cielo sereno e il ritorno delle rondini, aveva smesso di ridere con i bambini e passeggiare sulla riva del mare, smesso di leggere i libri dei grandi perché non aveva più niente da imparare e, soprattutto, non aveva tempo da perdere. Egli voleva solo scrivere e raccontare ad altri le proprie storie. A volte qualcuno cercava di fare altrettanto con lui, ma lo scrittore aveva perso la capacità di ascoltare.
– Qualunque cosa tu abbia scritto, non sarà mai più bella o interessante della mia – diceva a se stesso, – perdi il tuo tempo, povero illuso!
Con il passare del tempo, gli amici si stancarono di starlo a sentire, ma lo scrittore non se ne curava: aveva lo specchio e ciò gli bastava. Nemmeno le lettere di rifiuto degli Editori lo scalfivano.
– Non capiscono la mia grandezza, ma un giorno, non tanto lontano, tutti capiranno chi sono!
Gli anni passavano e ormai lo scrittore faticava a trovare le parole per la sua storia. Le idee pian piano svanirono, inghiottite dalla solitudine e dalla vanità.
La morte lo colse, ormai vecchio e quasi cieco, mentre ripeteva il rito dello specchio.
Quando la moglie entrò nella stanza, trovò sul computer la cartella dove lo scrittore aveva salvato il manoscritto a cui aveva lavorato tutta la vita e che non aveva mai mostrato ad anima viva, eccezion fatta per gli Editori.
Commossa, si accinse a leggere, ma scorrendo le pagine, perfettamente numerate, quasi svenne per ciò che le si palesò davanti agli occhi: eccezion fatta per il suo nome, lo scrittore non aveva scritto una sola parola!

© Marinella Brizza

6 pensieri riguardo “Lo scrittore”

    1. Ironico, dai! è innegabile che alcuni scrittori (artisti in generale, ma non solo loro) siano “leggermente” vanitosi. Io penso che la crescita sia possibile solo attraverso il confronto… a costo di prendere qualche batosta!

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