I vostri racconti, Tutti

Il Cubo e la Sfera

Autore: Vittorio Tatti

Un giorno una Sfera incontrò in mezzo alla strada un Cubo.
Incuriosita dal suo rimanere immobile, gli chiese:
«Cosa fai lì fermo? Non ti stanchi mai di non muoverti?».
Il Cubo, che dal proprio punto di vista non faceva nulla d’inconsueto, le rispose:
«No, anche perché non potrei comunque andare lontano, con tutti questi spigoli. Sì, a volte è un po’ noioso, ma non posso farci nulla: è la mia natura», aggiunse la figura geometrica con sei facce, «però posso cambiare il lato che mostro, quindi anche io posso cambiare, volendo».
La Sfera, capendo che esisteva qualcuno di così diverso da lei, rifletté un attimo, prima di continuare il discorso:
«Io, invece, sono sempre diversa, perché rotolo di qua e di là, senza mai fermarmi: oggi ci sono, domani chissà».
Il Cubo, che non aveva mai incontrato una Sfera prima di quel momento, fu costretto a un enorme sforzo mentale, per riuscire a comprendere quel punto di vista. Era un concetto a lui estraneo, che non aveva nemmeno mai contemplato. Fermo nelle proprie posizioni, rivolse ancora una domanda alla Sfera:
«Ma allora come fai ad avere una tua identità, se non stai mai ferma? Appari sempre uguale, ma sei sempre diversa».
La Sfera non seppe come rispondere, perché anche a lei risultava complesso familiarizzare con il concetto di irremovibilità. Poi, però, giunse a una conclusione che spiazzò anche il Cubo:
«Abbiamo forme diverse, è vero, ma non è diverso il nostro modo d’essere. Tu sei fermo nella stessa posizione, ma mostri lati diversi, giusto? Io, invece, mostro sempre la stessa faccia, ma sono in continuo movimento».
Lo spigoloso Cubo era ancora più confuso di prima:
«No, non capisco…».
La Sfera sospirò e, con estrema pazienza, cercò di spiegare meglio il ragionamento appena fatto:
«Sto solo dicendo che la natura ha deciso come farci, ma è la nostra volontà a metterci nella condizione di mutare il nostro punto di vista, cambiando faccia oppure rotolando».
Il Cubo sorrise e cambiò faccia:
«Ho compreso… Ecco, ho cambiato ancora una volta faccia, com’è nella mia natura. Ehi… ma cosa stai facendo?».
La Sfera ricambiò il sorriso, poi si allontanò verso l’orizzonte:
«Sto rotolando via, com’è nella mia natura».

Autore: Vittorio Tatti. Scrive da circa sei anni, cioè da quando, deluso per la mancata apocalisse del 2012, decise di isolarsi in un mondo immaginario.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...