I vostri racconti, Tutti

I colori del mondo

Autrice: Maria Linda Brizza

In una nazione chiamata Vimine c’erano due piccoli paesi vicini tra loro, ma separati da un grande muro. Un paese, chiamato Verde, era circondato da montagne e campi e al suo interno avevano costruito tante piccole casine e fatto crescere moltissimi alberi. Gli abitanti di Verde erano persone tranquille. Tutti i giorni lavoravano nei campi e i piccoli bimbi, dopo la scuola, potevano giocare all’aria aperta inseguendo le farfalle o dando da mangiare agli animali.
Dall’altra parte del muro si trovava Grigio, l’altro paese. Qui le case erano così alte da non poter vedere le nuvole e il cielo. Gli abitanti di Grigio andavano sempre di fretta, senza guardarsi l’uno con l’altro. I bambini come Tom, dopo la scuola, non uscivano quasi mai a giocare. A Grigio faceva sempre tanto freddo. Ogni tanto Tom andava nel parco vicino al muro con sua madre che gli ripeteva ogni volta la stessa frase: “non avvicinarti al muro, Tom, lì è pericoloso.”
Tom non aveva mai disobbedito a sua madre, ma un giorno, mentre giocava, vide nel cielo di Grigio una farfalla che volava verso il muro. Senza pensarci due volte, Tom iniziò a seguirla. Arrivati davanti al muro, il bambino vide un buco e non resistette alla tentazione di infilarvi la testa. Dopo aver dato un primo sguardo a ciò che aveva di fronte, fece passare tutto il corpo.
In un attimo si trovò dall’altra parte del muro.
– Che strano – pensò Tom – il cielo è super azzurro, l’erba è soffice e che buon odore!
Sempre più incuriosito, Tom iniziò a camminare per quell’insolito paese. Finalmente incontrò un bambino che sembrava avere proprio la sua età.
Il bambino si chiamava John e stava dando da mangiare alla sua capretta. Entrambi si guardarono e, stupiti, si accorsero di essere completamente diversi. Tom era bianco come una mozzarella e John aveva la pelle nera come un cioccolatino fondente. I due bambini iniziarono a giocare e a chiacchierare tra loro. John disse a Tom che, nel paese di Verde, era vietato sporcare e sprecare.
– Sprecare? Che significa sprecare? – chiese Tom, sorpreso.
– Quando, per esempio, avanza del cibo non bisogna mai buttarlo, ma mangiarlo più tardi o darlo agli animali.
A Tom quella spiegazione piacque molto ed entusiasta, disse a John che amava la sua città perché era verde, tranquilla e solare.
Da quel giorno, i bambini diventarono migliori amici e, per molti anni, il loro compito fu quello di oltrepassare il muro e portare la luce al paese di Grigio.

Autrice: Maria Linda Brizza, studentessa in Scienze dell’educazione presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Recentemente ha partecipato al Progetto Erasmus.

Il racconto fa parte di un esercizio accademico de la materia “Dimension pedagogica” de la Universidad de Valladolid – Campus di Palencia, Spagna.

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