I vostri racconti, Tutti

Il segreto delle scatole

Autore: Giuliana Acanfora

Luce camminava con le spalle incurvate e il viso nascosto sotto due giri di sciarpa. Ciononostante, il cuore le si impennava ogni volta che incrociava una persona e un senso di colpevole imbarazzo le faceva abbassare lo sguardo, come se i passanti potessero indovinare, guardandola negli occhi, a che tipo di riunione stava andando.

L’invito l’aveva colta di sorpresa. Sofia l’aveva presa da parte mentre aspettavano le figlie all’uscita di scuola. Parlare sottovoce era venuto naturale a entrambe.

– Io non ho libri – aveva confessato Luce in un sussurro.

– Non fa niente, vieni lo stesso. Puoi ascoltare le altre.

La lettura non era illegale, ma era mal vista. La scatola su quest’argomento era molto chiara: chi leggeva veniva considerato un sedizioso o un pazzo. Quando Luce si imbatteva in qualcuno seduto a leggere nel parco pubblico o nell’anticamera del dottore, lo guardava di sottecchi, con nervosismo, ma anche con curiosità. La indispettiva esserne attratta, ma non poteva evitarlo. Per questo aveva accettato l’invito.

Sofia la accolse con calore e la fece accomodare in salotto, dove erano già presenti le altre invitate. Nessuna di loro aveva l’aria di essere una squilibrata o una sobillatrice, così Luce iniziò sentire i nervi decontrarsi e si permise di spostare l’attenzione sugli arredi della stanza. Notò subito che i ripiani della scatoleria erano quasi vuoti; tra i pochi oggetti posati sopra c’erano soprammobili, fotografie di famiglia, un vaso con i fiori e dei libri. Una quindicina circa, a fare un conto rapido.

– Oh, sei ricca – si stupì Luce.

Con l’IVA al 40% i libri rientravano giocoforza nei beni di lusso.

– Non sono tutti miei – rispose Sofia. – Li teniamo radunati qui e ce li prestiamo l’una con l’altra. Anche tu puoi prenderne uno quando vai via.

– E le scatole dove le tieni?

– Le ho spostate in cantina.

Le scatole in cantina! A Luce sembrò un sacrilegio.

A partire dal compimento dei sei anni, il ministero dell’educazione inviava ai cittadini scatole di idee preconfezionate: sull’ambiente, sulla politica, sulla società… su tutto. Per ogni questione che sorgeva, per ogni dibattito che veniva aperto, arrivava a casa una scatola con l’opinione approvata dal ministero, in modo da non dover faticare a crearsene una propria. Erano come una specie di memoria esterna. Di tanto in tanto arrivava un aggiornamento, allora il corriere che portava la scatola nuova, ritirava la precedente: nella sostanza l’idea era la stessa, ma si presentava con una confezione molto più accattivante. Il ministero raccomandava di maneggiarle con cura e di non aprirle, per non danneggiare il contenuto. Era sufficiente conservarle. Per questo esistevano le scatolerie: mobili aperti con tanti ripiani, dove collocarle in bella mostra.

Sofia invitò le sue ospiti a sedersi in cerchio e la riunione cominciò. A turno le donne aprirono un libro e ne lessero ad alta voce un estratto.Le parole si aprivano come fiori di rara bellezza. Parole d’amore, di lotta, di conoscenza… Radicavano dai libri aperti e crescevano, innaffiate dalle voci delle lettrici. Erano fiori brillanti, carnosi e vivi, che impregnavano l’aria con un profumo capace di ubriacare.

Luce, stordita, sentì la necessità di alzarsi a prendere aria. Sofia la raggiunse sul terrazzo.

– Va tutto bene?

– Sto provando un’emozione così forte, non mi sono mai sentita tanto… – lasciò la frase sospesa, non trovava una definizione a ciò che stava vivendo. Non possedeva un’idea preconfezionata su quest’argomento.

– È normale, non preoccuparti. È successo a tutte la prima volta – la rassicurò Sofia.

Quando la riunione terminò, Sofia la incoraggiò di nuovo a portarsi via un libro. Luce li esaminò con cura, ne scelse uno e lo fece scivolare dentro la borsa. Non se la sentiva ancora di mostrarsi in strada con un libro stretto al petto.

Arrivata a casa, si sedette sul divano e iniziò a leggere. Non poteva staccare gli occhi dalle pagine, lesse e lesse, dimenticandosi anche di mangiare. Quando terminò il libro, sollevò lo sguardo sugli scaffali dove erano alloggiate le sue scatole, ordinate per argomento e gradazione di colore. Una disposizione armonica ed elegante, di cui era andata sempre fiera.

In un impulso si avvicinò alla scatoleria e le buttò tutte a terra. Impugnò un coltello da cucina e iniziò a colpirle, con accanimento e rabbia, finché non furono altro che una distesa di cartoni sventrati, nudi ed esposti, senza più segreti.

Le scatole del ministero erano tutte vuote.

 

Giuliana Acanfora, classe 1970, vive ad Acqui Terme (AL) ed è giornalista pubblicista. Sotto il profilo editoriale ha pubblicato in antologie edite, tra gli altri, da Edizioni La Gru, Armando Editore e Delos Books. Nel 2015 è stata pubblicata sulla rivista francese “Galaxies”, unica italiana in un dossier sulle donne nella fantascienza. Ha collaborato con forum e blog di scrittura, come insegnante di scrittura creativa e come traduttrice di racconti dallo spagnolo all’italiano.

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